Da Tarcento a Povoletto

La riviera sui colli

La ‘riviera’ sui colli di Tarcento, nei primi anni del ’900, era una delle località di soggiorno più frequentate della regione: definita la ‘perla del Friuli’, fu luogo di salotti letterari e scientifici e di progresso tecnologico (Arturo Malignani, inventore di un metodo per creare il vuoto nelle lampadine, sostò a lungo a Tarcento e qui realizzò la diga di Crosis con le omonime cascate, suo ‘laboratorio naturale’). A testimonianza di questo importante passato, restano oggi gli antichi opifici, le ville liberty e gli edifici di architettura moderna (con le opere di Ermes Midena e Gino Valle). Soprattutto, alle spalle della cittadina, rimane il paesaggio ameno dei colli assolati, ‘disegnati’ dai vitigni: dalla collina di Coia, quella del pignarûl, si ammirano i più bei panorami di Tarcento e dei suoi dintorni. Si possono percorrere antichi sentieri, tra vigne, ulivi e castagni, e seguire le dorsali delle colline, tra prati, orti e agriturismi, fino alle frazioni di Sedilis e Ramandolo (in comune di Nimis) o ancora salire sulla Bernadia. Andando per sentieri, a fine primavera, è ancora possibile incontrare vecchi ciliegi carichi di gustose duracine – la varietà che meglio si adatta al clima locale –, che testimoniano l’antica vocazione delle località collinari del tarcentino per questa coltivazione. È un territorio da sempre abitato in modo diffuso, punteggiato da piccoli centri e da tanti nuclei piccolissimi; molte volte non si può nemmeno definirli ‘nuclei’, ma concatenazioni di borghi disposte sul crinale dei rilievi. A causa del sisma del 1976 sono pochi gli edifici antichi tradizionali rimasti nell’area, anche se restaurati con cura. Si tratta per lo più di case in pietra con ballatoi in legno o logge e con il pergolato di uva nera bacò, uva ‘fragola’ o ‘americana’. Verso sud-est, percorrendo un piccolo anello sui colli morenici, si incontrano Collerumiz e Segnacco, e si può poi proseguire fino a Tricesimo e le sue antiche frazioni.

Luoghi di Interesse

Tarcento / Il liberty

‘Perla del Friuli’: località frequentata fin dall’800 da colti villeggianti, Tarcento conserva alcuni tra i più interessanti esempi dell’architettura friulana fra ’800 e ’900. Assai diffuso è il tipo della palazzina-castellana, un edificio con ...

Tarcento / Le cascate di Crosis

Un sentiero che parte dalla frazione di Zomeais permette di ammirare le imponenti cascate del Torre, risultanti dalla costruzione dell’impianto idroelettrico progettato da Arturo Malignani.

Nimis / La pieve dei SS. Gervasio e Protasio

La pieve dei SS. Gervasio e Protasio è uno dei luoghi di culto più antichi dell’intero Friuli, trovando le sue origini nell’VIII secolo. Le forme attuali furono assunte tra XI e XII secolo, quando l’edificio fu strutturato in tre navate con absidi ...

Ramandolo / La chiesetta e il panorama

Bella chiesetta votiva situata nella località di Ramandolo (Nimis), piccolo gioiello tra i vigneti che producono il prezioso vino DOCG che ne porta il nome. Notevole il panorama che si gode.

Bernadia / Il forte

Si tratta di un’imponente fortezza circondata da un profondo fossato, costruita tra il 1910 e il 1913 e recentemente ristrutturata. Nei pressi sorge un altissimo faro monumentale.

Tricesimo / La mostra ornitologica

Da quasi novant’anni, la seconda domenica di settembre, si tiene questa mostra sugli uccelli da voliera e da richiamo, con vari eventi, tra cui la gara di canto con e senza chioccolo.

Ara / Il presepio all’aperto

Il grande presepio all’aperto di Ara di Tricesimo, visitabile tutto gennaio, ha una tradizione più che trentennale: allestito per la prima volta nella tendopoli del post-terremoto (1976), il presepe si sviluppa ora su un’area superiore ai mille ...

Cassacco / Il castello

Il complesso fortificato, che ha conservato un aspetto tipicamente castellano, è caratterizzato da due alte torri poste ai lati del corpo centrale. Probabilmente il primo nucleo, risalente al X-XI secolo, era il torrione sud con recinto, cui in ...

Laipacco / La chiesa di S. Giuseppe

Al centro del piccolo borgo medievale di Laipacco di Tricesimo, le cui mura merlate sono visibili dalla statale 13 Pontebbana, nella piccola chiesa cinquecentesca di S. Giuseppe troviamo uno dei cicli pittorici che il bavarese Gian Paolo Thanner ...

Povoletto / I mesi di Magredis e la stele di Omar Kayyam

Nella chiesa di S. Pietro a Magredis lo zoccolo della zona absidale presenta una serie di affreschi, probabilmente quattrocenteschi, dedicati ai mesi. In alcune di queste figure ritroviamo i lavori tradizionali eseguiti durante l’anno. Il mese di ...

Povoletto / La festa della ‘quarte d’avost’

Nella quarta domenica di agosto si tiene questa sagra plurisecolare (nel 2008 è stata la sua 281ª edizione!) legata alla ricorrenza religiosa della ‘Madonna della Cintura’, con una mostra d’arte e spettacoli nei cortili delle case.

Cuoriosità

Non solo ville

Oltre alle numerose ville liberty, nella zona ci sono resti di fortificazioni e di castelli. In età romana il territorio di Nimis era infatti interessato dal passaggio del percorso che collegava Forum Iulii (Cividale) alla strada consolare che da ...

Il ‘pignarûl’

I falò che si accendono per la vigilia dell’Epifania restano una delle tradizioni più vive nella zona collinare e nella pianura friulana. Pignarûi, pan-e-vin, medilis, seime… avevano un tempo carattere familiare o di borgata, con motivazioni ...

‘Tomâts’ e ‘strîts’

I tomâts, le maschere scolpite nel legno, restano presenza viva nei paesi che circondano Tarcento, grazie ad un prezioso lavoro di recupero. Accompagnano la nuova vitalità degli strîts: gustose scenette satiriche che la compagnia di mascherati ...

Le bressane

Le colline del Friuli centrale sono spesso adornate da architetture verdi di çàmars (carpini): sono i resti di un’attività venatoria, ormai vietata dalla legge, che nei secoli passati era praticata con notevole assiduità per catturare alcune specie ...

La viticoltura storica

Fino ad un centinaio di anni fa le viti si arrampicavano sui rami di alberi, di solito olmi, disposti a filari ed erano tirate a festoni tra un albero e l’altro. L’olmo forniva foglie per gli animali allevati e legna per usi domestici, ciò che i ...

Attività e turismo

Paesaggi, storia, tradizioni, prelibatezze e attività ricreative per tutti

Famiglia

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Sport e Natura

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Cibo e Gusto

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Cultura e Tradizioni

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