A spasso sotto i portici benvenuti a Pordenone

Da Pordenone a Cordovado

Se vi trovate a passare per la regione, è assolutamente vietato sottovalutare Pordenone: è la principale città del Friuli occidentale, nella pianura a destra del Tagliamento. Le sue origini affondano nell’epoca romana, e per questo Pordenone alle spalle ha una ricchissima storia da raccontare e da scoprire. Tra gli innumerevoli tesori da visitare merita molto più di un’occhiata corso Vittorio Emanuele II. È la via principale della città vecchia, ricca di palazzi porticati gotici e rinascimentali con affreschi, ed è anche un esempio mirabile di porticato veneto. Attenzione anche al Palazzo Comunale, costruito in stile gotico tra il 1291 e il 1395: ha dei particolari pinnacoli e una torre dell’orologio aggiunti nel XVI secolo su progetto del pittore Pomponio Amalteo.

Ma Pordenone è anche, allo stesso tempo, una città moderna, ricca di iniziative culturali in ogni stagione dell’anno: dalla Festa del libro Pordenonelegge.it (in settembre) alle Giornate del cinema muto (in ottobre) e Dedica Festival (in marzo).

I borghi più belli d’Italia sulle rive del Tagliamento

CordovadoUn viaggio fin dentro il cuore del Medioevo, tra i vicoli e le strade di uno dei borghi più belli d’Italia. Tutto questo è Cordovado, cioè Curtis de Vado, una corte posta vicino ad un guado (vadum) sul fiume Tagliamento, che proprio per la sua favorevole posizione geografica assunse in passato grande importanza.

Nel nucleo storico di Cordovado è possibile visitare il castello, l’area dell’antica pieve di Sant’Andrea e la zona del seicentesco Santuario della Madonna e convento dei padri domenicani, che collegano il borgo più antico, situato in area fortificata, al

“Borgo Nuovo” sorto in epoca rinascimentale.

Tra i borghi più belli d’Italia c’è anche Sesto al Reghena, di origini romane. Il nome deriva dal fiume Reghena e dal fatto che si trova all’altezza della sesta pietra miliare lungo la via di passaggio. Da visitare l’abbazia benedettina di Santa Maria in Sylvis, costruita verso il VII sec. Da segnalare anche la fontana di Venchiaredo, immersa dentro un bosco, intorno alla quale prende vita un parco letterario che richiama i luoghi descritti ne “Le confessioni di un italiano” da Ippolito Nievo.

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