La capitale longobarda affascina ancora

Cividale e le Valli del Natisone

La cittadina di Cividale del Friuli fu fondata da Giulio Cesare con il nome di Forum Iulii, da cui poi ha preso il nome tutta la regione e in seguito divenne anche la capitale longobarda del Friuli. Non è un caso, infatti, che Cividale sia la città capofila del progetto “Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-774 d.C.)”, inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco nel giugno 2011. Inoltre Cividale fa parte del sito seriale l’area della Gastaldaga con il Tempietto longobardo e il Complesso episcopale, che include i resti del Palazzo patriarcale sottostanti al Museo archeologico nazionale. Cividale è anche il centro più importante di un territorio noto come le Valli del Natisone (Vals dal Nadison o Sclavanìe in friulano, Nediške doline in sloveno): si tratta di quattro magnifiche valli attraversate da altrettanti corsi d’acqua (Natisone, Alberone, Cosizza ed Erbezzo) e collegamento naturale tra Cividale del Friuli e la Valle dell’Isonzo che compongono un territorio geograficamente omogeneo e di grande impatto paesaggistico.

Cividale del FriuliQueste quattro valli costituiscono la dorsale meridionale delle Prealpi Giulie e si estendono per la maggior parte tra l’estremo lembo orientale del Friuli e l’alto corso dell’Isonzo, nel Goriziano sloveno.

Simbolo di questo territorio è il monte Matajur (1.641 m), dalla cui vetta si può osservare un panorama che spazia dal Carso all’Istria, alla laguna di Grado e alle cime del Canin, del Mangart, del Tricorno, del Monte Nero e delle Dolomiti. Dai fianchi del monte sgorgano le acque delle sorgen- ti e dei torrentelli che ingrossano il fiume Natisone e, nella vallata di Savogna, le acque del torrente Alberone e dei suoi affluenti di destra. Nella zona del monte Matajur, ed in special modo nella valle di Savogna, sono presenti un numero notevole di cavità e di grotte tra le quali occorre ricordare la voragine di Cerconizza, la Ta Pot Čelan Jama, la Velika Jama, la grotta di Mersino Alto, la Sesna Jama di Mersino, la Casera Glav di Masseris e la grotta di Jeronizza.

GUBANA

La gubana è il dolce tipico delle valli del Natisone. Si tratta di una pasta lievitata e successivamente stesa e farcita con un ripieno di uvetta, frutta secca, grappa, burro e zucchero, che poi viene arrotolata a forma di chiocciola. È il tipico dolce dei giorni di festa.

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