Una palestra naturale per lo sport

Pedemontana, Spilimbergo e Sacile

Se avete voglia e fiato, la Pedemontana del Friuli può trasformarsi come d’incanto in un itinerario alla scoperta dei tesori più nascosti, ma proprio per questo tra i più suggestivi dell’intero Friuli. Un percorso attraverso piste ciclabili, strade di campagna, strade urbane sempre con scarso traffico, da compiere in totale relax tra aspetti naturali e agrari, dentro la storia più antica e quella più recente, alla ricerca di chiese e cappelle e ricchezze architettoniche disseminate sul territorio. Quel che è certo è che anche la Pedemontana nasconde una quantità di tesori da riscoprire che testimoniano la bellezza e il fascino della regione.

Ma dentro quest’oasi naturalistica, che sembra quasi fatta a misura di turista, è anche possibile incontrare borghi e cittadine che nascondono l’eco della storia. Come Spilimbergo, per esempio, un centro che custodisce un suggestivo centro storico, con un castello in cui spicca la Casa dipinta, con affreschi del XVI secolo rappresentanti scene della vita di Ercole. Il Castello, l’edificio più orientale della città, è stato invece costruito sul fiume Tagliamento: risale al 1120 il primo documento che parla del Castrum de Spengenberg. Distrutto da un incendio nel 1511, fu ricostruito secondo schemi medioevali. Al suo interno il Palazzo Dipinto e il Palazzo Tadea, costruzione portata a termine nel 1566 da Tadea, vedova del conte Bernardino.

Spilimbergo, PalazzettoAi margini occidentali della Pedemontana friulana c’è anche Sacile, chiamata il Giardino della Serenissima per l’atmosfera veneziana che si respira in molte sue strade e piazze. Attraversata dalle acque del fiume Livenza, Sacile è nota per i suoi palazzi cinquecenteschi, come la Loggia Comunale o il Palazzo Ragazzoni. Ogni anno, in agosto, si tiene la tradizionale Sagra dei Osei, che ancora oggi è una delle più antiche feste di tutta Italia.

MONTASIO FORMAGGIO DA SEMPRE

Ecco il Montasio, formaggio a pasta cotta, semidura, ottenuto esclusivamente con latte bovino munto nella zona di produzione. Prende il suo nome dal celebre altopiano del Montasio, sul quale viene prodotto il formaggio fin dal 1200.

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