Dalla preistoria fino a oggi

Da Cervignano ad Aquileia

A una quindicina di chilometri dal mare, nel cuore della Bassa Friulana, ecco Cervignano del Friuli, cittadina di quasi 15mila abitanti bagnata dal fiume Ausa.

Il territorio di Cervignano del Friuli è stato abitato nell’antichità dalla popolazione semiprimitiva dei Carni. Dopo la fondazione di Aquileia nel 181 a.C. da parte della Repubblica romana, gran parte del territorio venne bonificato. Nel 452, durante le invasioni degli Unni, Cervignano del Friuli fu rasa al suolo, come la vicina Aquileia, e per molto tempo subì le incursioni delle popolazioni barbariche e fu costretta ad attraversare vicissitudini di ogni tipo.

StrassoldoMa in quegli stessi anni la storia cominciò a costruire i suoi tesori. I Longobardi di Re Alboino fondarono la più antica Abbazia di monaci benedettini del Friuli, l’Abbazia di San Michele Arcangelo, che andò definitivamente distrutta nel corso del X secolo.

Dal 1420 Cervignano subì la dominazione della Serenissima e dell’Austria; nel 1807 entrò a far parte del Regno Italico di Napoleone per poi tornare all’Austria fino al 1915, quando fu occupata dalle truppe italiane. Questa è la storia. Visitare Cervignano, oggi, vuol dire anche avventurarsi fino all’antico borgo di Strassoldo di Sopra, dove è ancora visibile la torre maestra del castello risalente al VI secolo, o anche la chiesa di San Nicolò, che conserva una croce in pietra di origine longobarda. Sempre a Strassoldo si può vedere, con tutti i suoi macchinari ancora conservati, un antico mulino del XII secolo, che è rimasto in funzione per oltre settecento anni.

Tra storia e natura patrimonio imperdibile

Basilica di AquileiaGli appassionati di natura, e di botanica in particolare, possono invece perdersi all’interno del Parco di Villa Chiozza, situato all’interno dell’omonima villa un tempo dimora di Luigi Chiozza, in località Scodovacca di Cervignano: 22 ettari di prati, funghi di ogni specie e fiori a perdita d’occhio, patrimonio naturalistico imperdibile.

Il Museo archeologico nazionale, la Basilica di Santa Maria Assunta, il Museo Paleocristiano in località Monastero: sono solo alcuni dei tesori della storia e dell’arte che è possibile visitare ad Aquileia, area archeologica considerata dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

Colonia romana fondata nel 181 a.C., in epoca romana Aquileia è stato il trampolino verso la conquista dei territori ad est. Ed ora restituisce a chiunque abbia voglia di visitarla quello che è stata un tempo. Gli scavi hanno infatti messo in luce i resti del foro romano e di una basilica edificata dopo l’editto di Costantino, del sepolcreto, di ricchissimi pavimenti in mosaico, oltre a fondazioni di case, statue della Via Sacra, resti di mercati, di mura, del porto fluviale, di un grande mausoleo e molto altro ancora.

Ma dell’impero romano Aquileia ha sopportato anche le disfatte: nel 452 venne rasa al suolo dall’invasione degli Unni guidati da Attila. Il Museo archeologico nazionale, inaugurato nel 1882, è uno dei maggiori musei al mondo sulla Civiltà romana. Conserva importanti collezioni, statue, suppellettili domestiche e ornamentali, e una ricca collezione di gemme, ambre e monete. Ma è l’intera cittadina a regalare ai visitatori le tracce e i ricordi di una storia millenaria, che ancora è possibile respirare tra le strade della cittadina.

Se poi l’obiettivo è quello di gustare anche i sapori di un tempo, allora l’occasione perfetta sono le serate “A tavola con gli antichi romani”, durante le quali vengono proposti piatti cucinati secondo antiche ricette romane.

IN TAVOLA LA TRADIZIONE DELLA “SGNAPA”

Culla della civiltà friulana da secoli, la zona di Aquileia e dintorni riserva a visitatori e turisti anche l’occasione per conoscere da vicino tutte le prelibatezze del territorio. A cominciare dalle numerose distillerie della zona, custodi di una delle tradizioni più preziose della terra del Friuli, quella della grappa, qui meglio conosciuta come l’autentica “sgnapa”.

PESTAT UN GUSTO ANTICO

Si tratta di lardo mescolato con carote, sedano, cipolla, profumi dell’orto, spezie, tritati ed insaccati in un budello messo a stagionare. Attenzione: l’aspetto finale è quello di un salume, ma per consumarlo è necessario prima farlo soffriggere!

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