Il cuore della Carnia tra secoli di storia

Tolmezzo e Valle del Tagliamento

Con le radici piantate dentro il cuore della Carnia, Tolmezzo ne rappresenta anche il capoluogo storico. Sorta intorno all’anno mille, dopo essere stata sotto il controllo dei Patriarchi di Aquileia, la città si alleò con la repubblica veneziana, prima di diventare italiana nel 1866, dopo la terza Guerra d’Indipendenza.

Della sua storia restano ancora tracce della fortificazione medioevale. In particolare le antiche mura del borgo sono visibili nel Borgàt, che rappresenta il centro storico del paese, con palazzi e le tipiche vie porticate, attraverso le quali è possibile raggiungere a piedi Torre Picotta, recentemente ristrutturata, che con la Porta di Sotto è una testimonianza della Tolmezzo fortificata del Medioevo.

Tra i tesori della storia e dell’arte da non perdere, Tolmezzo offre ai visitatori il settecentesco duomo di San Martino e il Museo carnico delle Arti e Tradizioni popolari, costituito sulla base del ricco patrimonio di testimonianze etnografiche raccolto da Michele Gortani, ospitato nel secentesco Palazzo Campeis. Il museo espone una ricca collezione di materiale etnografico, artistico e artigianale relativo alla vita e alle tradizioni della Carnia, in un arco di tempo che va dal XIV al XIX secolo.

Tesori nascosti dal fascino senza tempo

Tolmezzo, BorgatSe capitate dalle parti di Tolmezzo, quello che assolutamente non dovete perdervi è un salto nel piccolo borgo montano di Illegio. Si tratta di un autentico tesoro semi-nascosto nella Carnia, un borgo montano che davvero vale la pena visitare.

Un tempo Illegio era la leggendaria fortezza di Ibligo, e ancora oggi mantiene tutto il suo fascino antico, come un pezzo di un mondo che non c’è più incastrato dentro il presente. Eppure a

Illegio il tempo sembra essersi fermato, come se il Medioevo non fosse mai tramontato. Tra i tesori del borgo c’è sicuramente la Pieve di San Floriano, gioiello del IX secolo arrampicato a 750 metri di quota. Si può raggiungere attraverso un sentiero panoramico, ed è visitabile ogni domenica. Da ricordare anche il sito paleocristiano di San Paolo (IV secolo), una fortificazione longobarda, una piccola chiesa carolingia e i resti delle dimore medioevali dei castellani.

La Casa delle esposizioni di Illegio è invece sede di importanti mostre d’arte sacra organizzate ogni anno durante il periodo primaverile – estivo. E se avete voglia di portarvi a casa un ricordo della vostra visita, i punti vendita di artigianato locale e di prodotti tipici sono quello che fa per voi.

Se avete voglia di vedere da vicino la vera anima della Carnia, toccando con mano il volto della storia e della tradizione, allora il consiglio è quello di affrontare, zaino in spalla, la passeggiata conosciuta anche come “anello delle malghe”. Partendo da Forni di Sopra, è possibile percorrere un percorso ad anello, che consente di visitare alcune casere e una forcella e di ammirare lo scenario delle Dolomiti friulane e di altri gruppi montuosi. Bisogna camminare un po’, anche se la passeggiata è comunque alla portata di tutti, ma ne vale davvero la pena.

Lo scenario regala scorsi della Valle del Tagliamento, con i gruppi dei Monfalconi e del Cridola sullo sfondo, e poi vedute sul monte Tiarfin e sulla conca di Sauris, dominata dall’imponente massiccio dei monti Bivera e Clapsavon. I più temerari possono affrontarlo anche in mountain bike, anche se con le dovute cautele.

Un’alternativa possibile, partendo da Tolmezzo in auto, è quella di percorrere la statale 52 toccando alcuni dei principali centri abitati della Carnia, come Villa Santina, Ampezzo e Forni di Sotto. Da Forni di Sopra si raggiunge il centro del paese per poi risalire la rotabile che conduce alla frazione di Chianeit lasciando l’auto nei pressi del divieto di transito (m 964, parcheggio lungo la strada).

In ogni caso le montagne della Carnia sono in grado di offrire percorsi e sentieri adatti a tutte le esigenze. Con la certezza di vivere un’immersione irripetibile nella natura, e di ritrovare, dentro malghe e casere, i sapori e le usanze di un tempo, ancora intatti.

CJARSONS SPECIALITÀ DA GUSTARE

Anche i cjarsons, primo piatto friulano per eccellenza, è partito dai monti della Carnia per poi raggiungere la pianura. Si tratta, in sostanza, di ravioli ripieni, e il ripieno, che può essere dolce o salato, in genere dipende dall’umore e dagli ingredienti a disposizione di chi li prepara. Vengono cucinati in acqua salata e una volta scolati si condiscono con burro fuso e ricotta affumicata.

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